Operiamo in Burkina Faso, nell’Africa occidentale, a Toéssé, un grande villaggio a 60 chilometri a sud della capitale, sulla strada che si dirige verso il Ghana. Toéssé si trova nella provincia del Basegà.
La popolazione comprende circa 40.000 abitanti  sparsi su 38 villaggi.
Il Burkina Faso è uno dei Paesi più poveri al mondo a causa della scarsità di materie prime, della mancanza di fiumi e di sbocchi sul mare. E’ un territorio grande circa come l’Italia con 11 milioni di abitanti, divisi in 60 etnie che parlano 60 lingue diverse. La lingua della burocrazia, dell’amministrazione e della politica è il francese.
Si trova nella regione del Sahel e confina con il Mali, il Niger, il Togo, il Benin, la Costa D’Avorio e il Ghana. Le grandi città, la capitale Ouagadougou e  Bobo Dioulasso, vivono un certo sviluppo, che purtroppo non riguarda le zone rurali.
Questo è un incentivo all’emigrazione selvaggia che rischia di trasformare le grandi città delle immense baraccopoli. 
Gli abitanti vivono soprattutto di agricoltura e di piccolo commercio. Piove per circa tre mesi l’anno seguito da un lungo periodo di siccità che va da ottobre a luglio. Questo, insieme alle calamità naturali e all’arretratezza culturale è uno dei motivi determinanti della miseria. 

Abbiamo scelto il Burkina Faso, perché è un paese pacifico, con un forte impegno del governo nel sociale.
Abbiamo scelto di operare in un centro rurale, in sintonia con la politica del decentramento attuata dal governo e dove l’aiuto è più necessario.
Il nostro programma è diviso in piccoli sottoprogetti, ognuno con il proprio budget e i propri responsabili. Questo sempre nell’ottica di rendere il lavoro più gestibile da parte della popolazione locale, cercando di partire sempre dal loro linguaggio e dalle loro esigenze, introducendo  strumenti facilmente gestibili e di facile manutenzione. In questo modo garantiamo continuità e sostenibilità e limitando al massimo la passività e la dipendenza. Per esempio, sarebbe facile per noi scaricare quantità di cibo proveniente dall’estero, ma al contrario ci sforziamo di sviluppare piccole produzioni locali e usando quello che si trova.

La popolazione ha un ruolo importante perchè deve essere protagonista del proprio sviluppo.
L’importante nel nostro lavoro è lo sforzo costante per rispettare le diverse religioni e i diversi poteri, senza mai schierarci. Ad ogni momento facciamo particolare attenzione ad integrare le diverse realtà religiose. Gli animisti, i mussulmani e i cristiani, devono essere ugualmente rappresentati. Cerchiamo sempre di evitare che si crei una leadership in cui prevalgano gli uni a discapito degli altri.
Toéssé è un villaggio pacifico, dove tutti convivono civilmente. Facciamo molta attenzione a non creare ingiustizie che possono provocare astio e tensione tra le varie comunità.
Infine, cerchiamo di mettere sempre al centro del nostro lavoro, gli emarginati. Nello stesso villaggio c’è una elite privilegiata, che tende a beneficiare più degli altri degli aiuti, lasciando fuori chi ne ha più bisogno. Anche questo problema, viene affrontato evitando l’assistenzialismo, ma mettendo a punto piccoli progetti di microcredito.
L'associazione ha una commissione che si occupa di identificare e seguire i casi umani più difficili e trovare soluzioni.
Nessuno deve sentirsi abbandonato, lo sviluppo di pochi non è vero sviluppo!